Attilio Dadda (Legacoop Lombardia) candidato al secondo mandato nel board International cooperative alliance

MALEO La cooperazione italiana vuole riaffermare la sua voce nella governance mondiale e punta sull’ex presidente del Parco Adda Sud

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Maleo

L’Alleanza delle Cooperative Italiane punta a consolidare la propria presenza a livello internazionale: Attilio Dadda, lodigiano di Maleo, presidente di Legacoop Lombardia e vice presidente vicario Legacoop, ha infatti annunciato la sua candidatura ad un nuovo mandato nel board globale dell’International Cooperative Alliance (ICA), l’organizzazione che rappresenta il movimento cooperativo a livello internazionale. Le elezioni si terranno a Panama in occasione dell’Assemblea generale dell’ICA dal 13 al 18 settembre.

La conferma di una rappresentanza italiana all’interno del board assumerebbe un valore strategico in una fase in cui il modello cooperativo è chiamato a confrontarsi con sfide sempre più globali: dalla qualità del lavoro alla transizione ecologica, dalla crescita delle disuguaglianze all’inclusione sociale, fino allo sviluppo delle comunità e dei territori. Queste le parole di Dadda: «È con gratitudine che guardo a questi quattro anni di lavoro all’interno del board dell’ICA, che mi hanno permesso di confrontarmi e conoscere i movimenti cooperativi di tutto il mondo, le persone che li animano e li fanno crescere e di contribuire al dialogo su temi decisivi per il futuro del movimento cooperativo internazionale. Sento una forte responsabilità verso le comunità cooperative che si impegnano per diffondere una cultura cooperativa che non si interessa solo degli aspetti economici ma guarda al benessere delle persone e dei territori in cui abitano. Desidero proseguire il mio percorso nell’ICA con l’obiettivo di lavorare insieme ai cooperatori e alle cooperatrici di tutto il mondo per un’economia sociale in grado di generare benessere diffuso, diminuire le disuguaglianze, sostenere il bene comune e attuare tutti i diritti universali».

In edicola sul «Cittadino» di oggi l’articolo di Andrea Soffiantini

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