
Dazi al 20 per cento sull’Europa, preoccupazione nel Lodigiano per automotive e farmaceutica
L’ANNUNCIO Ieri sera il presidente Usa Donald Trump conferma la stretta sulle importazioni, differenziata per Paesi e continenti. Guidesi: «Apriamo trattative, serve un “mercato atlantico” comune»
Lodi
È scoppiata la guerra dei dazi. Ieri sera il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato «i dazi reciproci» che gli Usa applicheranno a partire dal 5 aprile. Rischio recessione globale e pericolose ricadute per l’Unione Europea, tra le più colpite. Italia e Germania tra i Paesi più a rischio. E anche il Lodigiano subirà gli effetti negativi, sebbene la quota di export verso gli Usa sia molto limitata.
Le misure
Ci sono misure base che prevedono dazi al 10 per cento su tutte le importazioni, senza ulteriori misure restrittive. Si applicano a Paesi, tra gli altri, come Regno Unito, Brasile, Argentina, Australia, Turchia. Trump però ha individuato anche una lista di «peggiori trasgressori», cioè Stati che a loro volta applicano dazi o barriere non tariffarie o adottano pratiche commerciali in contrasto con gli interessi Usa, secondo il presidente. A loro sono rivolti i dazi più severi, all’Unione Europea il 20 per cento, alla Cina il 54 per cento, al Giappone il 24 per cento, alla Cambogia il 49 per cento, al Vietnam il 46 per cento, alla Thailandia il 36 per cento, a Taiwan il 32 per cento, al Sudafrica il 30 per cento. Canada e Messico non hanno misure aggiuntive oltre ai dazi al 25 per cento su determinati settori già applicati da settimane.
I settori più colpiti
Da oggi per il settore specifico automobilistico valgono misure protezionistiche nella misura del 25 per cento su tutte le auto prodotte all’estero, con impatti significativi sulle vetture prodotte in Europa e Asia. Per il Lodigiano potrebbe essere un duro colpo: la filiera dell’automotive passa per la nostra Provincia con diverse aziende che producono componentistica soprattutto per i gruppi Stellantis e Volkswagen. I dazi in vigore da dopodomani invece rischiano di impattare sull’export italiano soprattutto nei settori chimico-farmaceutico e agro-alimentare. Nel primo caso ci sono diverse aziende lodigiane esposte alle conseguenze, in particolare per l’ambito farmaceutico e dell’agro-farmaco. Minore l’esposizione verso gli Usa dei nostri prodotti agro-alimentari, rivolti soprattutto al mercato europeo. Ma in caso di stagnazione o recessione globale il rischio è che si avvitino su sé stesse anche le economie interne dei Paesi più esposti, tra cui la Germania che a fatica tentava di riprendersi dalla crisi degli ultimi anni. Nessuno può sentirsi tranquillo, quindi, e come in ogni guerra le conseguenze peggiori potrebbero ricadere sulla gente comune, in termini di occupazione e di nuovi rincari sui beni di consumo.
Le prime reazioni
«È caduta la speranza che i dazi annunciati a suo tempo dall’amministrazione Usa non diventassero realtà anche grazie ai tavoli di negoziazione che erano in corso. Le nuove tasse sui prodotti Ue ufficializzate ieri sera avranno pesantissime ricadute negative dal punto di vista economico per le nostre imprese e per le nostre filiere». Lo ha detto l’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi, a Bruxelles, al Parlamento
europeo, a margine di un intervento sul tema automotive nell’ambito del Comitato delle Regioni.«Ora – ha proseguito Guidesi - prima che la bilancia commerciale venga stravolta con pesanti conseguenze geopolitiche, auspico che i negoziati con gli Usa da parte della Commissione europea e del Governo italiano possano ripartire con maggiore concretezza, dopo un’immediata e doverosa risposta da parte europea. Sono convinto che le guerre commerciali non convengano a nessuno e sono convinto che solo un patto atlantico per un mercato atlantico regolato possano aiutare gli interessi sia europei sia statunitensi. Speriamo che la ragione prevalga».
Leggi l’approfondimento sul Cittadino in edicola domani 4 aprile, e in digitale
© RIPRODUZIONE RISERVATA