
Dazi a stelle e strisce, le preoccupazioni del mondo agricolo e della politica lombarda
230 MILIONI DI EURO È il totale dei rincari per i prodotti alimentari della Lombardia che peserà sui consumatori americani, il Pd chiede un consiglio regionale straordinario urgente
Lodi
Il dazio al 20% su tutti i prodotti agroalimentari Made in Italy, costerà ai consumatori americani un rincaro di oltre 91 milioni di euro solo per cibi e bevande prodotti nelle province di Milano, Lodi e Monza Brianza, che sale a più di 230 milioni di euro se si considera l’intero export lombardo verso gli Usa dei prodotti della tavola. È quanto stima la Coldiretti interprovinciale su dati Istat in merito all’annuncio del presidente americano Donald Trump di imporre tariffe aggiuntive su tutte le merci europee. In particolare, spiega la Coldiretti di Milano, Lodi e Monza Brianza, le aziende della filiera agricola e agroalimentare dei tre territori hanno esportato nel 2024 negli Stati Uniti merce per oltre 450 milioni di euro. La prima per export verso gli Usa è l’area metropolitana milanese con 422 milioni in un anno; segue Monza con oltre 20 milioni mentre il Lodigiano si assesta su più di 12 milioni di euro nei dodici mesi. Tra i prodotti più esportati ci sono le bevande, i prodotti lattiero-caseari, le carni lavorate e i prodotti a base di carne, i prodotti da forno, gli oli e i grassi vegetali e animali.
Un calo nelle vendite – continua Coldiretti – creerà danni alle imprese italiane, oltre a incrementare il fenomeno dell’italian sounding. L’aumento dei prezzi degli “originali” porterebbe i consumatori americani a indirizzarsi su altri beni più a buon mercato, a partire dai cosiddetti “italian fake”. Basti pensare che il 90% dei formaggi di tipo italiano in Usa è in realtà prodotto in Wisconsin, California e New York, dal Parmesan al Romano senza latte di pecora, dall’Asiago al Gorgonzola, dalla mozzarella fino al Provolone. Ma il problema riguarda un po’ tutte le categorie, dall’olio d’oliva ai salumi fino a passata e sughi. A questo – afferma Coldiretti – va poi aggiunto il danno in termini di deprezzamento delle produzioni, da calcolare filiera per filiera, legato all’eccesso di offerta senza sbocchi in altri mercati.
Questa mattina una lettera di richiesta di convocazione urgente di una seduta straordinaria del Consiglio regionale è stata inviata dal gruppo regionale del Partito Democratico al presidente Federico Romani. «Abbiamo chiesto- spiega la consigliera regionale del Pd Roberta Vallacchi - la convocazione, con massima urgenza, di un Consiglio straordinario nel quale il presidente Attilio Fontana comunichi le misure che Regione Lombardia intende assumere per fronteggiare questo durissimo colpo al nostro tessuto produttivo e sociale». La consigliera regionale del Pd lodigiana Vallacchi spiega: «Solo martedì, quando già erano chiare le intenzioni di Trump – sottolinea Vallacchi – abbiamo chiesto al presidente Attilio Fontana e alla sua giunta di reagire e di chiedere al Governo di assumere una posizione netta contro la guerra commerciale intentata dalla nuova amministrazione statunitense, ma la giunta ha risposto che si trattava di scelte di uno Stato sovrano. Ci è stato detto che i dazi non c’erano ancora. Noi diciamo che la Lombardia e l’Italia non possono pagare per le contiguità politiche delle destre nostrane con quelle internazionali. Il sovranismo, al di qua e al di là dell’Atlantico, rischia di costare carissimo, fatto di mancata crescita, di perdita di Pil e di posti di lavoro. Questa insensata guerra commerciale può portare solo povertà. Solo nella provincia di Lodi, secondo un’indagine condotta da Prometeia per il Sole 24 Ore, l’export genera il 98,5% del Pil, con settori chiave, quali l’elettronica, la chimica, l’alimentare e il farmaceutico. Fontana e la destra- conclude Vallacchi- devono alzare la voce, vogliamo che il Consiglio ne discuta prima possibile, non oltre i primi giorni della prossima settimana».
Interviene anche il capogruppo del Movimento 5 Stelle nel consiglio regionale lombardo, Nicola Di Marco: «Difficile dire se siano più imbarazzanti le parole del Presidente Fontana, che affida alle suppliche della Presidente Meloni al VicePresidente statunitense Vance il futuro delle imprese lombarde, o le dichiarazioni dell’assessore Guidesi, che solo due giorni fa in Aula rispediva al mittente le preoccupazioni delle opposizioni e oggi pare aver letto i giornali, per la prima volta da inizio anno. Meno di quarantotto ore fa, i partiti di centrodestra in Aula hanno ribadito il proprio sostegno alle politiche commerciali adottate dal Presidente americano Trump. Il capogruppo di Fratelli d’Italia ha deriso le preoccupazioni delle opposizioni, mentre il capogruppo della Lega si è spinto fino al sostegno delle scelte imposte dall’amministrazione americana. Chissà cosa racconteranno a industriali, agricoltori e piccole e medie imprese? Per anni li abbiamo sentiti riempirsi la bocca con slogan: “prima gli italiani”, “tutela delle eccellenze lombarde”, “sovranità alimentare”, parole che oggi suonano più vuote che mai. Meloni, Salvini, Fontana ci dicano oggi come intendono tutelare imprese e lavoratori italiani, perché le soluzioni andavano trovate ieri, invece, ancora una volta, questa destra ha mostrato tutta la propria impreparazione. Oltre la retorica, il nulla. In merito alla richiesta di un Consiglio regionale straordinario sul tema dazi, riteniamo che l’Aula nel corso di questa legislatura si sia riunita talmente poco, che certamente la Presidenza riuscirà a trovare lo spazio adeguato per trattare un tema così importante».
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