Unionbirrai “racconta” la filiera
agli studenti dell’Its Agrorisorse
AGRICOLTURA E TECNOLOGIA Nel 30esimo del movimento, il percorso formativo illustra le tecniche produttive e la sostenibilità
Lettura 1 min.Dall’orzo e il luppolo fino alle tecniche produttive e alle prospettive di innovazione, sostenibilità ambientale e valorizzazione del prodotto artigianale: è così che l’Unionbirrai (l’associazione di categoria dei piccoli birrifici artigianali indipendenti), in un percorso formativo che si è da poco concluso, ha raccontato la filiera brassicola gli studenti dell’ITS Academy Agrorisorse di Lodi (polo didattico di eccellenza in ambito agroalimentare). Un’iniziativa concomitante al trentesimo compleanno del movimento brassicolo italiano, celebrato dall’associazione con il progetto nazionale “Buona questa Birra” che coinvolge centinaia di birrifici in una produzione collettiva e condivisa in tutta Italia.
All’interno del percorso formativo, il segretario generale Simone Monetti è intervenuto come docente con una lezione dedicata alla produzione della birra e alla trasformazione delle materie prime: «La birra artigianale - le sue parole a completamento del percorso, ultimo di tre sin qui realizzati in collaborazione con l’istituto lodigiano - non è soltanto un prodotto da degustare, ma una filiera agroalimentare completa. Dentro un bicchiere di birra ci sono agricoltura, trasformazione, tecnologia, competenze produttive, controllo qualità, normativa, cultura del consumo e rapporto con il territorio. Portare questi contenuti in un ITS significa offrire agli studenti una lettura concreta di un comparto che può generare professionalità nuove e molto richieste».
Per Unionbirrai l’esperienza con l’ITS Agrorisorse rappresenta un modello di collaborazione replicabile con altri istituti tecnici superiori: «Gli ITS - dice Monetti - hanno un ruolo fondamentale perché formano professionalità immediatamente spendibili nelle imprese. La nostra disponibilità è di costruire, insieme agli istituti interessati, percorsi formativi su misura: moduli brevi o più articolati, lezioni tecniche, visite in birrificio, approfondimenti sulle materie prime, sulla normativa, sulla degustazione e sulla gestione della qualità. Ogni istituto ha esigenze diverse e il valore aggiunto sta proprio nella possibilità di adattare i contenuti ai percorsi già esistenti».
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