
Sette possibilità oltre gli schemi, una festa alternativa
El Paginon In attesa dell’uscita del nostro inserto «El Paginon» in edicola il 15 aprile
Lodi
Merry Christmas Loday!1!1!
Basta! Non se ne può più di questo Natale, che inizia ormai con il primo ingiallirsi delle foglie e continua apparentemente senza fine, incrinando con la sua melassa buonista i sentimenti naturalmente antisociali che da sempre albergano in noi.
Eccoci allora alle prese con i panettoni estivi, quelli enogastronomici, quelli per i pelosi, per non parlare dei pandori rosa per le influencer di stagione in cerca di balocchi.
Pare invece che il titolare del compleanno originale non andasse del tutto d’accordo con le luminarie, e si narra che il tugurio in cui fu dato alla luce fosse in realtà totalmente buio, tanto che per vederlo fu necessario al prode Giuseppe intercettare e ancorare alla mangiatoia una stella cometa di passaggio. Una vera magia, che fu poi premiata qualche tempo dopo da un’apposita commissione di esperti venuti dall’Oriente.
I quali portarono sì dei doni, ma da perfetti ficcanaso non si astennero dal chiedere al falegname nazareno come mai il pargoletto non gli somigliasse nemmeno un po’.
Lui li scongiurò di non rigirare la pialla nella piaga, e soprattutto di non passare a salutare il tenero Erode.
Tornando a noi, cosa ci rimane oggi da festeggiare, costretti come siamo tra il ciuffo d’oro atlantico, l’incenso delle macerie mediorientali e la vladimirra ex sovietica?
Se anche Nadal si è ritirato, non sarebbe il caso di sospenderci anche noi dal rito trito e ritrito del Nadal Ludesàn, sperimentando nuove forme di festa?
Ecco allora un piccolo catalogo di possibili Natali alternativi:
1.Natale con chi vuoi: diamo libero sfogo alla nostra innata asocialità, entrando in clausura nell’antivigilia, forniti di opportune scorte di torroni e cioccolati da consumare solinghi, per riapparire con nonchalance a distanza di quasi un mese tra le bancarelle di San Bassan, travestiti da filsòn.
2.Natalateo: fingiamo di credere anche noi nell’assurda storia di un Dio che si innamora di noi poveracci e si presenta qui di persona, e partecipiamo a veglie e tedeumi nel maggior numero di lochescions possibile, con l’unico scopo di scroccare panettone, vin brûlé e santini di san Giovanni decollato agli ingenui ma accoglienti parrocchiani di turno.
3.Nathalloween: lanciamoci in un distopico e imbarazzante equivoco festaiolo, addobbando l’albero di fronte al condominio con zucche enormi e inviando la prozia 97enne a suonare ai campanelli dei vicini vestita da zombie (effetto peraltro conseguito senza neppure doversi truccare).
4.Natante: organizziamo una crociera in solitaria lungo il fitto reticolo di corsi d’acqua del territorio, alla ricerca della barca perduta. Finiremo ingoiati da un pesce siluro per poi venire salvati come novelli Pinocchi da una banda di predatori di frodo.
5.Natale del non sportivo: in barba ad amici e colleghi salutisti, frequentatori compulsivi di palestre, iscritti a mezze o intiere maratone o corridori serali che fendono la nebbia con torcia craniale da miniera, eleggiamo a nostro domicilio per le festività un magazzeno di divani e ottomane, offrendo il servizio di custodia in cambio del pratico sdraiamento 24/7.
6.Carnevatale: presentiamoci al pranzo di famiglia in costume da Arlecchino, spargendo coriandoli e stelle filanti e rinverdendo i fasti degli anni’80, manganellando e cospargendo di schiuma da barba commensali e suppellettili, per poi dileguarci al grido di “tanto paga Pantalone”.
7.Peperonatale: trascorriamo infine il dopofesta nel più vicino nosocomio, sottoponendoci a una liberatoria lavanda gastrica per ripulirci dalle scorie delle abnormi gozzoviglie alimentari.
In ogni caso, pentiamoci anticipatamente dei nostri eccessi, perché siamo polvere e polvere ritorneremo, grazie al robot aspiratutto acquistato in saldo nell’eterno black friday delle nostre vite in offerta.
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