Telekommando

Mentre continuano ad alternarsi le vittorie d’ascolti tra Affari tuoi di De Martina e La ruota della fortuna di Gerry Scotti e Samira Lui (se tanto mi dà tanto è proprio la showgirl una o forse l’unica chiave del successo di un programma vecchio sebbene sottoposto a restyling), sembrano non cadere nella trappola dell’audience i tanti programmi sulla cucina e il food che attraversano un po’ tutti i palinsesti: o con trasmissioni a sé oppure all’interno dei grandi contenitori feriali del mattino che pomeridiani. M’accorgo che di questi programmi non ho mai speso parola su Little Big Italy e sul suo conduttore, Francesco Panella. Eppure, è dal 2018 che sul canale 9, Little Big Italy gira per mezzo mondo alla ricerca di un’italianità che spesso non alberga neppure nel Belpaese. Questo lo aggiungo io. Non senza dimenticare il decantato grand tour a rovescio o il contro viaggio in Italia che tanto cinema ha compiuto sulla scorta di narrazioni primo novecentesche. Pirandello su tutti con il Ghiottone errante di Paolo Monelli e le vignette di Novello.

E si sa che la cucina da Artusi in poi è diventata patrimonio di famiglia e la linea che conduce a Panella passa per le tavole di Ada Boni, i consigli di Petronilla, le curiosità di Soldati, i rimbrotti di Veronelli. Quello che è venuto dopo è quasi sempre epigonale a ciò che è accaduto prima. Ognuno ovviamente con il proprio stile di scrittura e conduzione. I social in questo hanno mediato o meglio ancora fatto sintesi tra carta e tv. Dunque, di Panella si doveva parlare: per non tacere della sua provenienze da famiglia di ristoratori, sua è la celebre e più che centenaria Antica Pesa di Roma, raffinatissimo e chic ristorante con addentellati anche a New York. Insomma, Panella è uno che sa di cosa parla quando invita gli italiani all’estero a far vedere (e assaggiare i piatti) dei loro locali preferiti dove, naturalmente, si mangia (o si dovrebbe mangiare) italiano. Al di là di episodi talvolta divertenti, la trasmissione è uno spaccato sociologico ed economico di come vivono gli italiani all’estero. E farlo con i mezzi del food è semplicemente geniale. Ed ora che l’imprenditore romano è stato arruolato dalla Rai, specificatamente da rairadiouno, per tenere una rubrica, ancora sul cibo, dal titolo “Tutti a tavola” (che riecheggia quell’A tavola alle 7 di Veronelli, allora però in tv), si ascolterà come cambierà (se cambierà) il suo stile di ferma gentilezza e capacità di comprensione di chi gli starà di fronte. Per intanto con lui ci sarà Beppe Fiorello.

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