Banco Bpm in assemblea guardando all’Ops ostile

CREDITO L’amministratore delegato Castagna continua a ribadire che il prezzo non è congruo

È partito ieri il periodo di adesione all’offerta pubblica di scambio di azioni Unicredit contro azioni Banco Bpm, si concluderà il 23 giugno prossimo, salvo proroghe per eventi eccezionali al 30 giugno. E intanto Banco Bpm riunisce l’assemblea dei soci domani mercoledì 30 aprile alle ore 9, in Milano, all’Allianz Convention Center di Viale Scarampo (Gate 6) per approvare il bilancio 2024 e il dividendo di 60 centesimi cash per azione che sarà pagato il prossimo 21 maggio (data di stacco 19 maggio), da sommare all’acconto di 40 centesimi erogato il 20 novembre scorso.

Gli occhi di tutti però sono puntati sulla possibile fusione in Unicredit, una delle operazioni bancarie più importanti degli ultimi anni nel risiko del sistema italiano e una delle più controverse. L’offerta pubblica di scambio prevede di ricevere 0,175 azioni ordinarie di Unicredit di nuova emissione per ogni azione Banco Bpm, che diventeranno 0,166 dopo lo stacco del dividendo da parte di entrambe le banche.

Ma Unicredit si è riservata mani libere fino all’ultimo. Un eventuale rilancio è possibile fino al 21 giugno, ma Unicredit potrà ritirarsi in qualsiasi momento, perché la stessa Banco Bpm ha alzato il prezzo dell’offerta su Anima Sgr (da 6,2 a 7 euro). Il no all’utilizzo della clausola di salvaguardia del capitale prevista dal cosiddetto Danish Compromise nell’operazione Anima, influenza secondo Unicredit la futura redditività e patrimonializzazione di Banco Bpm, rendendola meno attrattiva, e giustificando quindi il concambio previsto.

Il Banco Bpm da parte sua ha ribattuto più volte che il prezzo non è congruo e che non ci sarà un’equa creazione di valore per i soci Bpm che porteranno le loro azioni in Unicredit, dal momento che il piano stand alone di piazza Meda prevede una distribuzione di utile più alta rispetto a quella prospettata da Unicredit.

Un bel rebus per gli azionisti Banco Bpm, cui si aggiungono le condizioni del Golden Power emesse dal Governo, che mettono a rischio l’intera operazione. Per essere efficace le adesioni dovranno raggiungere il 66 per cento del capitale di Banco Bpm, con possibilità di accettare anche il 50 per cento +1. Lo si scoprirà solo a fine giugno, a meno di novità in questa lunga partita a scacchi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA