Caffè a 2 euro? A Lodi per ora scongiurato l’aumento choc

Bar Confcommercio frena gli allarmismi sui rincari. Asvicom: priorità tutelare il valore simbolico della tazzina, senza pesare sui clienti

L’allarme, se così si può definire, è stato lanciato in questi giorni dal Centro studi di Unimpresa: in Italia il prezzo medio di una tazzina di caffè espresso al bar potrebbe raggiungere i 2 euro entro la fine del 2025. Tutta colpa dei cambiamenti climatici che hanno ridotto i raccolti in Brasile e Vietnam, dell’aumento dei costi energetici e logistici, dell’inflazione e delle nuove normative ambientali Ue. «Per i consumatori italiani la questione non è soltanto economica - avverte il direttore generale di Uninpresa, Mariagrazia Lupo Albore -. Il caffè incide per meno dell’1% sulle spese annuali delle famiglie, ma ha un valore simbolico enorme: è il rito quotidiano che accompagna la socialità, la pausa di lavoro, il saluto tra amici. Se il suo prezzo diventa proibitivo, il rischio è che venga percepito come un lusso e perda quella dimensione democratica che lo ha reso unico nel mondo».

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