Occupazione, nel Lodigiano persi 182 metalmeccanici e 114 addetti nella chimica

LAVORO I sindacati vedono nero, crisi in crescita negli ultimi 2 anni

Molte aziende hanno la merce stoccata nei magazzini e continuano a produrre, mentre le proprietà annunciano l’avvio delle procedure di licenziamento. In altri casi le crisi sono da ricondurre a manager catapultati sul territorio da fuori, con scarsa o nulla conoscenza delle dinamiche aziendali e del mercato. Incompetenti, riferiscono gli stessi lavoratori. Poi ci sono difficoltà reali, legate a mutamenti del tessuto produttivo. Il Lodigiano, territorio da sempre munifico in fatto di industrie, sta attraversando una tempesta come non se ne vedevano da tempo. E la richiesta di un tavolo di crisi presentata dai sindacati Flai-Cgil, Filctem-Cgil e Fiom-Cgil al Prefetto di Lodi nei giorni scorsi è lì a testimoniarlo. «Facendo un’analisi con i colleghi, i segretari generali Massimiliano Preti della Fiom di Lodi ed Emanuele Caravello della Flai Lodi, dal 2024 a oggi contiamo circa 300 posti di lavoro persi tra i settori metalmeccanico, che è il più fortemente impattato, il gomma-plastica e chimico, e l’industria alimentare, ma accanto a questa analisi dev’esserne affiancata un’altra sull’utilizzo degli ammortizzatori sociali, tra cassa integrazione ordinaria e straordinaria e contratto di solidarietà» spiega Morwenna Di Benedetto della Filctem-Cgil.

© RIPRODUZIONE RISERVATA