Precipita la crisi di Pizza Sprint a Castiglione: per 70 dipendenti resta solo l’attesa della cassa integrazione straordinaria

LAVORO Dall’asporto a Casale del ’92 a 4 milioni di pizze l’anno, poi le difficoltà

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Dalla prima pizzeria d’asporto inaugurata nel 1992 a Casalpusterlengo, all’apertura di un mega laboratorio di produzione artigianale di pasta per pizza a Castiglione d’Adda nel 2000. E poi nel 2017 il grande salto nel mercato dell’industria, quando Pizza Sprint dava occupazione a 90 dipendenti e produceva oltre 4 milioni di pizze l’anno distribuite anche all’estero. La parabola dell’azienda della Bassa, realtà a conduzione famigliare che deve il suo successo alle materie prime selezionate e all’artigianalità delle sue pizze, basi per focacce e pinse fresche, oggi vive una battuta d’arresto.

Lo scorso anno i dipendenti, in tutto settanta (per lo più di origini straniere e residenti a Castiglione) sono stati messi in cassa integrazione ordinaria, che è terminata il 18 gennaio 2026. E l’accordo di cassa integrazione straordinaria a zero ore siglato dal sindacato Flai-Cgil e dalla proprietà, per mantenere i posti di lavoro, non ha ancora ricevuto l’autorizzazione dal Governo. «Il 18 gennaio è finita la cassa integrazione ordinaria e come sindacato abbiamo iniziato subito a discutere di cassa integrazione straordinaria con l’azienda, abbiamo fornito al Ministero l’accordo e le modalità di riorganizzazione con l’ipotetica riduzione del personale, ma a oggi lo Stato non ha ancora autorizzato la cassa straordinaria» spiega il segretario generale della Flai Cgil di Lodi, Emanuele Caravello. Intanto qualche dipendente ha rassegnato le dimissioni e trovato impiego altrove. Gli altri invece sono a casa. Nel laboratorio di Castiglione d’Adda affacciato sulla provinciale 27 infatti è al lavoro solo una decina di dipendenti o poco più, per rispondere alle commesse di un committente locale, che però copre il 5 % della produzione dell’azienda. A generare la crisi che ha portato fin qui sarebbe stato infatti l’assottigliarsi delle commesse del cliente francese che foraggiava il 95 % della produzione di Pizza Sprint. Dinamiche di mercato che hanno avuto un effetto destabilizzante sull’azienda lodigiana, tanto da dover ricorrere prima a 13 settimane di cassa integrazione ordinaria. E ora che sono esaurite, a inoltrare la richiesta di cassa straordinaria che il Governo tarda ad autorizzare. Intanto mercoledì i lavoratori hanno percepito una mensilità arretrata di quella ordinaria. Perché anche i pagamenti Inps non sempre sono puntuali. E 70 famiglie di Castiglione e della Bassa navigano a vista.n

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