Il calo anagrafico nel Lodigiano è sempre più irreversibile: dal 2021 si sono persi 1630 studenti

I NUMERI Meno ragazzi sui banchi, meno classi nelle scuole: una fotografia impietosa

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Dal 2021 a oggi, le scuole lodigiane hanno perso 1630 alunni. E dal 2022 a oggi 24 classi. Otto di queste negli ultimi due anni. È la fotografia scattata dall’ufficio scolastico regionale che testimonia come il calo anagrafico sia reale: meno ragazzi sui banchi, meno classi nelle scuole.

Dal 2021 il calo della popolazione scolastica è continuo e incomincia a farsi sentire anche nella scuola superiore, a livello generale. Questo non vuol dire che non ci siano scuole in crescita. Pensiamo per esempio all’Istituto Volta o all’Einaudi. In alcuni casi è stato necessario addirittura dire di no a tante famiglie.

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A fronte di un calo del numero complessivo degli studenti sono aumentati però i casi complessi. Gli studenti con disabilità, infatti, sono passati dai 1144 del 2022 ai 1605 dell’anno scolastico in corso, 461 in più.

I numeri

Sono entrati nella scuola dell’infanzia, quest’anno, 2812 bambini, nel 2024 erano 2962, nel 2023 3011 e nel 2022, 3179. Un calo progressivo anche nel numero delle sezioni, passate da 151 del 2022 a 138 di quest’anno.

Alle elementari, invece, il calo, trattandosi di un ciclo di 5 anni, si è fatto sentire ancora di più. Qui, infatti, gli alunni quest’anno sono 8732, nel 2024 erano 9138, 9204 nel 2023 e 9254 nel 2022, ovvero 522 alunni in meno in 4 anni. Le classi invece, sono passate da 514 a 493.

Alle medie il numero degli studenti si è ridotto di 377 unità passando da 6341 della stagione 2022/2023 a 5964 dell’anno appena iniziato. La scuola inferiore di primo grado, in questo periodo, ha perso anche una decina di classi, passando da 322 a 312.

La riduzione anagrafica incomincia a farsi sentire anche alle superiori, anche se in misura inferiore rispetto alla primaria.

Nel 2022 gli studenti lodigiani delle superiori erano 10240. Nella stagione attuale sono 10166.

Complessivamente, gli alunni dei tutte le scuole statali, 29304 nel 2021, sono diventati 29014 nel 2022, 28967 nel 2023, 28577 nel 2024 e 27674 nell’attuale stagione. Le classi, invece, tra 2022 e 2026 sono passate da 1487 a 1463, 24 in meno.

Le scuole sono dimagrite, ma il numero degli alunni con la certificazione è aumentato. Gli studenti con disabilità, nel 2022, erano 1144, sono saliti a 1342 nel 2023, 1418 nel 2024 e 1605 nel 2026.

La diminuzione di alunni si evidenzia anche nelle scuole paritarie della provincia di Lodi (qui i dati disponibili sono tra 2022 e 2024 e il numero potrebbe essere legato anche alla geografia delle scuole). Nel 2022 erano seduti tra i banchi 3345 alunni e nel 2024 3172.

«Serve assistenza
sanitaria in classe»

«Aumentando il numero delle persone con disabilità in classe - commenta Giovanni Barin, presidente dell’associazione Genitori tosti in tutti i posti - crescono le necessità. Da un po’ di anni il punto dolente è l’assistenza infermieristica. In classe ci sono persone con un elevato bisogno di cura e il personale è carente, sia in termine di numeri che di competenze che nelle scuole spesso non si trovano. Bisogna fare un accordo con le autorità sanitarie. Ci sono bambini che hanno bisogno di assistenza continuativa altri meno, ma quando serve lo specialista ci deve essere. Una volta c’erano il medico e l’infermiere a scuola adesso tocca ai genitori, spesso la mamma, andare a scuola, interrompendo così la sua routine quotidiana. A questo aspetto si aggiunge anche quello degli assistenti all’autonomia e alla comunicazione. In Regione Lombardia ci stiamo lavorando. La Lombardia aveva fatto un accordo con il per sonale competente. Adesso però è arrivata una norma nazionale che prevede una figura unica per i bisogni comunicativi e per l’assistenza alla persona. Le politiche di tagli però hanno ridotto le risorse per pagare il personale, mentre le competenze richieste sono sempre più elevate. Con questi stipendi le persone non arrivavano a fine mese e sono passate in massa al sostegno. Serve una interlocuzione tra enti regionali e ministero».

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