Slow Food sbarca nel Lodigiano per valorizzare i prodotti locali

Lodi La Condotta del Lodigiano, un’iniziativa per dare risalto ai produttori e tutelare eccellenze a rischio scomparsa, come il mais Ganassina

Cibo buono, pulito e giusto. Il motto di Slow Food - l’associazione nata nel 1986 per valorizzare le eccellenze enogastronomiche nel rispetto di produttori, ambiente e salute dei consumatori - sbarca anche sul nostro territorio. La Condotta Slow Food del Lodigiano è stata presentata ieri nel cortile di Palazzo San Cristoforo, sede della Provincia, durante un happening accompagnato da assaggi di prodotti rigorosamente locali. «Il percorso per la costituzione della Condotta è durato un anno e mezzo: abbiamo voluto fare le cose per bene - spiega il presidente Giuseppe Traversoni -. Ho cercato di coinvolgere personaggi del settore, spesso scoperti grazie alle pagine del “Cittadino”. L’obiettivo è dare risalto ai produttori e ai prodotti locali. Le idee non mancano e le basi sono solide: ci sono già realtà importanti come Sanfereorto e figure altamente specializzate, come Valentina Sello, prima sommelier del riso». Il direttivo è composto da 15 volontari, mentre i soci sono una cinquantina (chi è interessato può consultare il sito di Slow Food o le pagine social della Condotta del Lodigiano). Tra gli obiettivi principali, la tutela e la promozione di prodotti che rischierebbero di scomparire: il mais Ganassina, il pannerone, la raspadüra, il Sanfioranetto e il pisello di Miradolo. L’intento è replicare, su scala locale, il lavoro che Slow Food porta avanti a livello nazionale e internazionale. «La Condotta nasce con entusiasmo - sottolinea il presidente della Provincia, Fabrizio Santantonio -. È una presenza importante, perché si fonda sull’identità enogastronomica, lo stesso principio su cui è nata la Provincia di Lodi: riconoscere e valorizzare un elemento identitario, legato soprattutto al sistema agroalimentare. Slow Food potrà dare impulso a molte iniziative del territorio». Il Lodigiano è «una zona che ha molto da dire, da offrire e da costruire - osserva Giuliana Daniele, a capo di Slow Food Lombardia -. Il cibo è un elemento sacrale. La nascita della Condotta rappresenta anche un modo per celebrare i quarant’anni anni di Slow Food». All’evento, nelle vesti di “padrino”, era presente anche Andrea Amadei, sommelier, gastronomo e volto televisivo: «C’è ancora molto lavoro da fare. Un tempo Lodi era un punto di riferimento nazionale. Il mondo deve conoscere la raspadüra o il pannerone, un formaggio unico, prodotto senza un grammo di sale. Serve costruire un orgoglio lodigiano. Per Slow Food, il cibo è sempre stato anche uno strumento di battaglie sociali e di integrazione: un cibo che fa bene alla salute e all’ambiente».

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