Vini di lusso rubati alla Coldana a Lodi: in due compariranno davanti al giudice
RICETTAZIONE La polizia aveva individuato una coppia nel Pavese recuperando anche parte del bottino
Lettura 1 min.Due richieste di rinvio a giudizio della Procura di Lodi, di un uomo e una donna residenti nel Pavese, a seguito del furto di bottiglie di vino pregiate dell’inizio di febbraio dello scorso anno al ristorante La Coldana, lungo la via Vecchia Cremonese poco distante da cascina Costino. La polizia di Stato nei mesi scorsi aveva individuato la coppia e recuperato anche parte del bottino, per i due l'ipotesi è di ricettazione e per quel poco che trapela dell’inchiesta coordinata dal pm Martina Parisi non si sarebbe ancora risaliti a cosa o chi potrebbe collegare i due al ristorante lodigiano. L’avvocato milanese Francesco Nucera, tra i difensori impegnati nel caso, mantiene per ora il riserbo sulla vicenda, che è stata tra i più singolari fatti di cronaca di questo periodo. in città. Tra qualche settimana dovrebbe celebrarsi l’udienza preliminare e non si esclude che i due indiziati scelgano un rito alternativo. Non risultano al momento individuati gli autori materiali del furto, le bottiglie sequestrate nel Pavese sarebbero state invece riconosciute dai responsabili del ristorante, che era stato aperto a Lodi quattordici anni fa e che era riuscito a conquistare anche l’ambitissima stella Michelin, salvo poi decidere di riposizionarsi su un target di clientela più ampio per assecondare le tendenze del mercato lodigiano, molto diverso da quello milanese o di località “vip”.
I ladri avevano agito nel cuore della notte tra lunedì 3 e martedì 4 febbraio del 2025, scardinando le persiane e rompendo i vetri di una finestra, poi si erano diretti nella “cantina”, con le bottiglie più pregiate in esposizione in scaffali appena sopra uno dei saloni, e avevano fatto razzia di etichette dai 300 euro in su, alcune delle quali oggettivamente rare come Bordeaux invecchiati, Brunello di Montalcino, diversi champagne. Il numero complessivo di bottiglie scomparse nelle ore del furto e anche il loro valore totale non è stato mai reso noto dagli investigatori, i titolari della Coldana avevano però precisato che con anni di sacrifici avevano voluto portare la loro cantina al livello dei ristoranti stellati milanesi, nella visione complessiva di portare anche il Lodigiano nel firmamento dell’alta cucina. L’antifurto aveva puntualmente segnalato l’intrusione ma all’arrivo delle volanti, una decina di minuti dopo, restavano solo scaffali fuori e la finestra rotta. La polizia ha poi comunque imboccato una pista buona e ha evitato che la banda potesse trarre ancora più profitto dal colpo. L’episodio criminale non aveva impedito alla Coldana di mantenere la stella ancora per un anno, il terzo consecutivo, ma aveva indotto a una riflessione, l’estate scorsa affiancando l’iniziativa dell’enoteca con cucina e nel gennaio scorso rinunciando, a malincuore, al suo prestigioso chef per voler essere «il ristorante dei lodigiani».
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