
Ammortizzatori e ristori
dopo la peste suina africana
IL VIRUS In attesa dei dieci milioni promessi dal governo

Ammortizzatori sociali per i lavoratori e ristori per le aziende, investimenti in una prevenzione continuativa e nel sostegno a tutta la filiera. Sono le richieste che finiranno in una Risoluzione da sottoporre alla giunta regionale per non dimenticarsi della peste suina africana, oggi silente ma i cui effetti sono attesi per anni, in attesa dei 10 milioni stanziati dal governo a ristoro dei danni indiretti, ancora non pervenuti.
A elaborare il documento è il gruppo di lavoro istituito su richiesta del Pd in consiglio regionale, sentiti i sindacati e Assica, l’associazione datorile di riferimento. Del gruppo di lavoro fa parte la consigliera regionale lodigiana del Pd Roberta Vallacchi, che anticipa alcuni temi della Risoluzione, da approvare comunque prima nelle commissioni e in consiglio.
«Per i lavoratori non è previsto alcun tipo di ammortizzatore sociale in caso di riduzione del personale di un’attività nel contesto della filiera - spiega Roberta Vallacchi -. È una competenza del governo, e per questo la giunta deve essere in prima linea. Per le imprese vanno rifinanziati e incrementati i fondi per i ristori per i danni indiretti, di competenza del ministero dell’Agricoltura, visto che finora, nonostante richieste più importanti, sono stati destinati 10 milioni, del tutto insufficienti e peraltro non ancora messi a terra. Le aziende non hanno ricevuto ancora nulla, né si sa quando arriveranno o quali saranno le modalità di distribuzione». Accanto alle questioni economiche, rimane il tema del contenimento del virus. «Abbiamo chiesto azioni continuative di prevenzione sanitaria, con investimenti nella diagnosi precoce - continua Roberta Vallacchi -. E bisogna chiedere al governo di prevedere incentivi per i macelli che lavorano carni dalle zona di restrizione, visto che non potranno più trattare quelle delle aziende al di fuori. Il virus resterà in giro per anni, occorre agire in modo continuativo sulla prevenzione per proteggere gli allevamenti, ristorare le aziende e sostenerle nel rilancio, e riabilitare la filiera a livello di immagine, soprattutto per l’export». L’ultima richiesta è quella di incrementare il numero dei veterinari, «perché non è possibile contrastare la peste suina con quelli in servizio, ampiamente sotto organico», conclude la consigliera Pd.
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